Riflessioni bibliche

Il deserto della prova: puoi rischiare la morte spirituale o l’adempimento delle promesse!

Il deserto è la prova che attende ogni cristiano dopo la sua liberazione dalla schiavitù del mondo. Nessuno può esimersi da passare il suo deserto, anche Gesù lo fece. Leggiamo come superarlo.

Testo biblico di base: Deuteronomio 1:30;

 "L'Eterno, il vostro DIO, che va davanti a voi, combatterà egli stesso per voi, come ha fatto sotto i vostri occhi in Egitto.

INTRODUZIONE

Quando gli israeliti, guidati da Mosè hanno lasciato l' Egitto, si sono diretti verso il massiccio del Sinai, nei pressi del Monte Oreb, dove Mosè per la prima volta incontrò Dio nel prumo ardente. Il popolo di Israele concludeva, quindi la propria schiavitù sotto il Farone egiziano per andare ad occupare la terra che Dio diede loro in eredità. Il Signore condusse gli ebrei nel deserto sia per mostrare la sua potenza e la sua grandezza sia per provare la fedeltà del suo popolo. Anche oggi il Signore fa cosi con i suoi figli, dopo averli liberati li conduce nel deserto, in cui riceveranno miracoli e benedizioni, ma nello stesso tempo dure prove per valutare la dipendenza e la fedeltà nei suoi confronti.

UN POPOLO IN PROVA

Israele è stato sempre un popolo in prova, fin dalla sua uscita dal paese d'Egitto; erano tuttavia un popolo di collo duro come apprendiamo dalla bibbia in uno dei tanti versetti: "Sappi dunque che non è per la tua giustizia che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà in possesso questo buon paese, poiché tu sei un popolo dal collo duro." (Deuteronomio 9:6) ed in base alla legge di Dio non avrebbero meritato alcunché. Questa durezza di collo, e di cuore probabilmente, fece si che nella prova del deserto soltanto due persone di quella generazione entrassero nella terra promessa: Giosuè e Caleb. Leggiamo dalla scrittura: "Poiché l'Eterno aveva detto di loro: «Essi moriranno, moriranno nel deserto!». E di loro non rimase neppure uno, ad eccezione di Caleb, figlio di Jefunneh, e di Giosuè figlio di Nun."(Numeri 32:12). Come possiamo vedere un'intera generazione "non passa il deserto", non riesce ad essere conforme alla volontà di Dio e come conseguenza non vede la terra promessa. Anche Mosè, uomo mansueto e mite, ebbe a contendere con il Signore a Meriba per colpa degli ebrei: "Essi lo provocarono ancora presso le acque di Meriba, e ne venne del male a Mosé per causa loro" (Salmi 106:32) disubbidendo e non santificando il Signore colpendo la roccia per farne uscire l'acqua affinché il popolo di mormoratori zittisse. Tutti sono morti nel deserto tranne due. Un dato veramente fuori proporzione se consideriamo che uscirono dall'Egitto ben in seicento mila: "I figli d'Israele partirono da Ramses per Sukkoth, in numero di circa seicentomila uomini a piedi, senza contare i fanciulli."(Esodo 12:37), ma come è stato possibile tutto questo? 

MORIRE NEL DESERTO

La morte nel deserto avviene a causa del peccato, o meglio di una serie di peccati, che il popolo di Israele perpetrava in modo continuato. Analizziamo dalle scritture quali sono questi peccati:

  • RIBELLIONE:"Ma voi non voleste salirvi e vi ribellaste all'ordine dell'Eterno, del vostro DIO;" (Deuteronomio 1:26). La ribellione è la porta principale per morire nel deserto della prova o nella relazione con Dio. Satana fu il primo ribelle della storia, tutti quelli che lo imitano sono ispirati da lui. Mentre la sottomissione porta alla benedizione, la ribellione porta alla maledizione ed all'allontamento progressivo da Dio. Non ci sono scuse il ribelle muore spiritualmente come gli ebrei ribelli morirono nel deserto. Allo stesso modo la mancanza di fiducia nel Signore sembra essere una delle cause principali per alzare una barriera tra se stessi e Dio.
  •  MORMORII:"e mormoraste nelle vostre tende e diceste: "L'Eterno ci odia, per questo ci ha fatto uscire dal paese d'Egitto per darci in mano agli Amorei e per distruggerci."(Deuteronomio 1:27). Mormorare significa lamentarsi nonostante l'aiuto.Dio non ama chi si lamenta sempre, Dio non gradisce chi nonostante il suo aiuto non è mai contento, Dio non ama quelli che pensano di voler ricevere da lui tutto e subito, infine Dio non sopporta gli ingrati. I mormoratori sono l'esempio perfetto di tutto quello che ho appena detto. L'ingratitudine è alla base del mormorare, gli ebrei in questo senso sono stati sempre dei campioni. In tutto l'Antico Testamento si può notare che spesso e volentieri Israele alzava luoghi per il culto di altre divinità oppure si prostituiva spiritualmente con le popolazioni pagane, facendo ciò che è male davanti al Signore.
  • PAURA:"Dove possiamo andare? I nostri fratelli ci hanno fatto struggere il cuore dicendo: E' un popolo più grande e più alto di noi; le città sono grandi e fortificate fino al cielo; vi abbiamo perfino visto i figli degli Anakim"(Deuteronomio 1:28). La paura è acerrima nemica della fede! La bibbia insegna che:"Dio infatti non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza, di amore e di disciplina."(2 Timoteo 1:7), quindi se s'è paura manca sicuramente lo Spirito del Signore. Anche in questo caso si ritorna al punto di partenza, la paura è figlia della mancanza di fede del popolo ebraico nei confronti del Signore. Cosicché per colpa della paura viene meno anche una sana relazione con Dio.
  • INCREDULITA':"Nonostante questo, non aveste fiducia nell'Eterno vostro DIO"(Deuteronomio 1:32). Con l'incredulità, che anche in questo caso viene dalla mancaza di fede in Dio si completa il quadro della morte spirituale. L'incredulità, nonostante il manifestarsi della potenza di Dio, è un vero affronto alla dignità del Signore! Quando arriva anche l'incredulità è iniziato il lento declino della relazione con Dio che porta alla morte spirituale.

Se vuoi morire nel deserto non devi fare altro che come quei seicento mila ebrei, morirai nella prova, la durezza del tuo cuore ti impedirà di ritornare al Signore in modo sano e concreto! La durezza del tuo cuore ti impedirà di ritornare a fare pace con Dio e la tua vita sarà costellata di ribellione, incredulità, paura e mormorii, tutte cose per le quali finirai sicuramente all'inferno ed è proprio quello che è successo agli israeliti: "Certo, nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon paese che ho giurato di dare ai vostri padri," (Deuteronomio 1:32).

PER RICEVERE LE PROMESSE DI DIO

Vogliamo arrivare nella terra promessa come Giosuè e Caleb? Vogliamo arrivare ad ottenere la promessa da parte del Signore? Vogliamo che egli esaudisca le nostre richieste? Non c'è nessun problema, dobbiamo avere un'attitudine da vincitori, ecco qual è questa attitudine:

  • CREDERE CHE DIO COMBATTA AVANTI A NOI:"L'Eterno, il vostro DIO, che va davanti a voi, combatterà egli stesso per voi, come ha fatto sotto i vostri occhi in Egitto."(Deutornomio 1:30). Non possiamo farcela con le nostre forze, non potremo mai vincere il nostro nemico, Satana, nella prova, se non siamo convinti che Dio ci precederà nella battaglia. E come Dio ci ha dato tutto questo? Con Gesù! Grazie alla fede in Gesù noi possiamo fare diventare nostra questa promessa: "Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico, e nulla potrà farvi del male." (Luca 10:19), Dio, come vediamo, cammina già avanti a noi con le promesse che abbiamo in Gesù. Dobbiamo solo avere fiducia cieca, totale ed incondizionata che Dio sta combattendo la nostra battaglia offrendoci tutte le armi invicibili che otteniamo mediante la fiducia in Gesù. Cristo è il nostro Re, il comandante dell'esercito vittorioso di cui facciamo parte, affrontiamo senza paura e senza codardia la battaglia.
  • CREDERE CHE DIO TI STIA DANDO LA GIUSTA DIREZIONE: "che andava davanti a voi nel cammino per cercarvi un luogo dove piantare le tende, con il fuoco di notte e con la nuvola di giorno, per mostrarvi per quale via dovevate andare."(Deuteronomio 1:33). Dio ti apre la via, ti protegge di notte con il fuoco affinché tu non abbia a soffrire il freddo della solitudine nella battaglia e di giorno con la nuvola affinché tu non soccomba a causa del sole del deserto, il sole dello sfinimento che sta causando la prova. Dio ti mostra dove andare e tu con fiducia devi crederci senza riserve, senza domande, senza chiederne le ragioni. Solo facendo in questo modo potrai realmente comprendere la strada che Dio ti ha aperto.

Due sole condizioni ti sono poste per avere una vita di vittoria sulla prova: credere quello che Dio è; obbedire al suo disegno con piena fiducia, 

CONCLUSIONE

Fratello, sorella, anche se sei nella prova non scoraggiarti, se hai compreso che è arrivato il momento di passare attraverso il deserto per giungere alla Terra promessa, ossia qualunque cosa abbia tu chiesto a Dio, accostati con fiducia, dimostra di saper combattere in buon combattimento (1 Timoteo 6:12) con fede per ottenere le insondabili ricchezze di Cristo. Ricordati sempre che con il sommo pastore abbiamo la vittora e non dimenticare che Colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo!

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