Predicazioni brevi

Come opera il peccato nell’uomo: Davide, Bathsheba e la concupiscenza

Come potremo resistere al peccato o vincere sul nemico se non sappiamo in che modo siamo ingannati? Un piccolo studio per evitare di perdere la santificazione e continuare a dimorare nella parola e nella santità della vita cristiana!

Lettura del testo biblico di 2 Samuele 11:1-27

01. INTRODUZIONE

Il testo di 2 Samuele 11 mostra chiaramente come il peccato opera nell'uomo e le conseguenze spiacevoli che potrebbero derivarne. Il soggetto in questione è Davide, l'uomo secondo il cuore di Dio; con tale scrittura abbiamo la dimostrazione che nessuno è esente dal peccato e che il peccato, spesso riesce a vincere le nostre resistenze, un ragione in più per lasciare che sia Gesù a vivere e lottare per noi e che sia lo Spirito Santo a controllare completamente la nostra mente.

02. COME COMINCIA IL PECCATO

Tutti abbiamo la tendenza a peccare, quindi non è una novità ritrovarsi nel peccato, anzi è più facile peccare che fare del bene, questo a causa della natura dell'uomo che porta le conseguenze della caduta adamitica. Il salmista ci rivela: "Ecco, io sono stato formato nell'iniquità e mia madre mi ha concepito nel, peccato."(Salmo 52:5) quindi non dovrebbe sorprenderci più di tanto il credere vivamente che anche se abbiamo ricevuto la salvezza siamo inclini al peccare.

Il peccato sotto la spinta di Satana diventa più concreto quando spendiamo buona parte delle nostre energie in azioni o compiti che possono riguardare il Signore o la nostra santificazione; il diavolo sa benissimo che se vuole avere la meglio su di noi deve farci cadere nel peccato. Difficilmente il diavolo verrà a tentarci se la conduzione della nostra vita è già abbondantemente schiava del peccato. Alla fine il nemico vuole questo: privarci di una vita di santità!

Anche quando siamo nella prova, anche quando attraversiamo momenti difficili non è mai Dio ad esporci alla tentazione, leggiamo cosa dice Giacomo: "Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno."(Giacomo 1:13). Dio non è mai responsabile delle nostre tentazioni, poiché né Egli può essere a sua volta tentato. Tutto quello che non viene da Dio, viene sicuramente dal diavolo. Il peccato ha una genesi, tutto parte dalla concupiscenza, a tale proposito la bibbia ci rivela:  "Poi quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte." (Giacomo 1:15). Attenti fratelli, fuggiamo dalla concupiscenza o chiudiamole le porte di accesso!

Fu proprio ciò che successe a Davide: "Una sera Davide si alzò dal suo letto e si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno; e la donna era bellissima".(2 Samuele 11:2), l'uomo secondo il cuore di Dio vede una cosa desiderabile, bella, piacevole ed ecco che la compuscienza offre l'impulso affinché maturi il peccato: "Davide mandò messaggeri a prenderla, cosí essa venne da lui ed egli si coricò con lei; poi ella si purificò della sua impurità e ritornò a casa sua."(2 Samuele 11:2) La concupiscenza aveva partorito il peccato!

03. L'OPERA DEL PECCATO NELLA PERSONA

Dopo aver peccato l'uomo non si rende nemmeno conto di cosa ha fatto e diventa insensibile, perde la coscienza del suo peccato allora cerca delle strategie per rimuoverlo o per eliminarlo. Davide si accosta carnalmente con Bath-Sheba commettendo peccato di adulterio accostandosi alla moglie di un suo soldato: "La donna rimase incinta e lo mandò a dire a Davide, dicendo: «Sono incinta»."(2 Samuele 11:5), allora escogita di chiamare il marito di questa donna dalla guerra nella speranza che si congiunga alla moglie. Il sodato è fedele decide di non andare dalla moglie pensando ai propri fratelli sotto le tende.

In tutti i modi possibile Davide cerca di indurre l'uomo ad andare dalla moglie per accostarsi, in modo da coprire il suo peccato di adulterio e far si che non si venga a sapere quello che ha fatto e che porterebbe disonore alla sua casa ed alla donna (con il rischio di essere lapidata). Il peccato quindi spinge sempre ad un altro peccato. E' una sequenza senza fine, ogni peccato ne chiama un altro. Nel caso di Davide il peccato si allarga e coinvolge più persone. Il peccato contamina, si estende allora: "La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Joab e gliela mandò per mano di Uriah. Nella lettera aveva scritto cosí: «Ponete Uriah in prima linea, dove la battaglia è piú aspra, poi ritiratevi da lui, perché resti colpito e muoia»"(2 Samuele 11:5) ;come soluzione finale Davide decide che Uriah marito di Betsabea deve morire, ma imputando al caso ed alla battaglia la morte. Chi pecca tenta di coprire il peccato, commenttendo altri peccati più gravi.

04. CONSEGUENZA DELLA CONCUPISCENZA 

Il peccato di Davide è molto grave, egli per nascondere l'adulterio arriva a commettere l'omicidio, peccato ancora più grave del precedente. L'uomo secondo il cuore di Dio si corrompe per una bella donna e per la cupidigia di averla a tutti i costi. Tutto nasce dalla concupiscenza. Davide pecca, fa peccare Bath-Sheba, coinvolge il povero Uriah a pagarne le spese, carica di un grande peccato davanti al Signore anche Joab il capo dell'esercito (che in seguito morirà per mano di Salomone).

Tante persone coinvolte per un fatto che doveva rimanere segreto tra Davide e la donna. Davide pagò la sua concupiscenza molto caramente, infatti come leggiamo in seguito in 2 Samuele 12, il bambino frutto dell'unione con Bath-Sheba muore. La conseguenza finale di ogni concupiscenza umana è il peccato! Con il peccato si produce la morte! Purtroppo insieme al piacere del peccato dobbiamo accettare anche le conseguenze per averlo commesso.

05. CONCLUSIONE

Noi siamo chiamati a combattere il peccato e vigilare sulla concupiscenza la bibbia ci insegna come farlo in un modo molto semplice: "Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi."(Giacomo 4:7), restare sottomessi al Signore ci garantisce protezione. Restare sottomessi significa ubbidire alla Sua Parola, osservare i suoi comandamenti e mettere in pratica l'evangelo del Regno. Gesù ci ha liberati dal peccato e noi non ne siamo più schiavi, quindi con fiducia e fede cieca sottomettiamoci a Dio. Nel suo insegnamento sulla preghiera il Signore Gesù ci ricorda di chiedere al Padre: " e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno." (Luca 11:4), vogliamo pertanto seguire l'esempio di Gesù e chiedere a Dio ogni giorno di prevenirci dall'essere tentati.

 

 

 

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