Apostasia

Antibiblico insegnamento della preghiera sulla spalla di Gesù

La dottrina cattolica della "piaga della spalla" di Gesù, frutto delle fuorvianti e diaboliche rivelazioni di Bernardo Abate di Chiaravalle

Secondo una leggenda cattolica, "san Bernardo Abate di Chiaravalle domandò a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione. Gesù rispose: Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la Croce; questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore ma non è conosciuta dagli uomini. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia che mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con 3 Pater, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, e non moriranno di morte subitanea, ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine Maria e conseguiranno ancora la Grazia e la Misericordia".

È sconcertante vedere quanti cattolici credono in queste "rivelazioni" su presunti segreti, culti, ecc. mediante i quali Gesù accorderebbe grazie e privilegi particolari, e confermerebbe ai credenti dottrine che non esistono nella Sacra Scrittura.

Il perdono dei peccati non è subordinato al numero di preghiere, al ricordo devoto verso questa o quell'altra piaga, ma soltanto al ravvedimento. Il Signore dice solo che dobbiamo confessare a Lui i nostri peccati, e se lo faremo, "Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità" (1 Giovanni 1:9). Non ci sono altre condizioni.

Ci limiteremo per ora a verificare la validità del fondamento della dottrina cattolica della "piaga della spalla", ossia, appurare in base alla Bibbia e ai fatti storici, se realmente Gesù ebbe mai una "piaga nella spalla profonda tre dita e tre ossa scoperte" dovute al fatto di aver portato la croce.

Il Vangelo di Giovanni, che narra gli avvenimenti non dal punto di vista cronologico, ma solo dal punto di vista della storia della vita di Gesù, dice genericamente che Egli portò la croce. Non specifica gli avvenimenti che intercorsero fino al momento in cui arrivò al Golgota, ma si limita a citare il fatto, per grandi linee.
Negli altri tre Vangeli, quelli di Marco, Luca e Matteo (cfr. Matteo 27:32, Marco 15:21, Luca 23:26), che sono un racconto cronologico e dettagliato degli avvenimenti, è però scritto chiaramente che Gesù non potè portare a lungo la croce, a motivo delle sue gravi condizioni fisiche (cfr. Marco 14:65, Matt. 27:26, Matt. 27:26-31, Giov. 18:23, Luca 22:44). Per questo, i soldati romani costrinsero un passante, Simone di Cirene, a portare la croce fino al Golgota.

Bisogna anche tener presente che l'usanza romana della crocifissione prevedeva l'uso di un palo, che era conficcato nel luogo dell'esecuzione (il Golgota), e di una trave orizzontale, che veniva fatta portare al prigioniero, e alla quale veniva poi inchiodato. La trave (e la vittima) era infine appesa al palo, formando così la croce.

Gesù, dunque, non portò la croce in spalla, né potè mai avere una piaga "profonda tre dita e tre ossa scoperte". La rivelazione che giustifica il culto della "piaga della spalla" è chiaramente falsa.

La cosa più importante, è ricordare a quanti credono in simili "rivelazioni", che secondo la Parola di Dio, il perdono, la salvezza, e la grazia, sono doni del Signore, e l'uomo non può fare nulla per meritarseli. Il Signore ci comanda di ascoltare solo ciò che Lui dice nella Bibbia: di ravvedersi e credere con tutto il cuore all'opera di Cristo, e mediante la fede si riceve ciò che Egli ha promesso.

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